Heartfulness – Dott.ssa Rosalind Pearmain

Rosalind-blog(Mindfulness è “il porre l’attenzione intenzionale, senza chiusure e senza giudizio, sulle emozioni, sui pensieri e sulle sensazioni che avvengono nel momento presente…” (Wikipedia)

Heartfulness è un modo per coltivare la connessione verso l’esterno con il mondo attraverso il centro del cuore, e verso l’interno con la base dell’essere interiore. Comincio imparando a lasciar andare dolcemente la mia consapevolezza dalla zona attiva che percepisco nella testa, giù verso lo spazio infinito del cuore. Sembra essere il mio più profondo impulso vitale e risponde a ogni cosa in ogni momento, come un radar. Ho scoperto che è come uno strumento musicale dentro di me, un organo sottile che sa risuonare, sintonizzarsi, amplificare e trasmettere la delicata bellezza e le indicazioni che provengono dalla divina fonte interiore. Ogni volta che ci sentiamo profondamente commossi o turbati dalla vita, è il nostro cuore che ci sta aiutando a ricordare la nostra profonda connessione con l’esistenza.

Con la meditazione, tutto questo spazio interiore del cuore si è aperto in un senso di infinito, come un universo dentro. Se riesco ad aprirmi all’amato che è in me in modo puro e amorevole, allora è come se avessi dei sensi dentro al mio cuore che sono a livelli più sottili rispetto a quelli più grossolani del mio corpo. Essi possono essere indirizzati a discernere le informazioni che vengono date durante la trasmissione, così da percepire le aree dell’essere più belle e trascendentali; qualità di coerenza, una beatitudine corale, differenti manifestazioni d’amore, come se fosse un mondo in sé. Molte volte, naturalmente, ciò che c’è va oltre la mia comprensione, è come una visione fuggevole, un sapore, un sentore, una musica inafferrabile che appena si può udire.

Vivere “heartfully” significa mantenersi il più possibile in contatto con la vitalità del cuore, così da poter ascoltare e seguire le sue più delicate risposte. Potrebbero essere percepite solo come un accenno di leggerezza, di calore, di un sollievo che indicherà una direzione, una risposta da seguire. Ma è la prima risposta quella da afferrare, prima che le razionalizzazioni e le complessità difensive mi dissuadano da tale realtà.

Come docente di studenti già laureati, negli ultimi mesi è avvenuto un processo interessante. Mi sono resa conto della differenza fra l’insegnare con la mente e l’insegnare con il cuore. Quando partivo dalla mente, l’insegnamento era spesso troppo complicato e poco accessibile. Ma quando insegnavo dal cuore, tutto ciò che avevo compreso e sapevo si fondeva in un modo di esprimermi vero e più accessibile, capace di toccare le persone. In effetti, non sapevo mai cosa ne sarebbe venuto fuori, dovevo lasciar andare e sentirmi centrata sul cuore, aprirmi al gruppo e tutto poi veniva da solo.

Stare nel cuore mentre ero in metropolitana a Londra mi ha mostrato la differenza fra vedere i miei compagni di viaggio con uno sguardo esterno che giudica ed etichetta e l’improvviso spostamento verso un senso di compassione, di un vero e proprio sentimento di condivisione di questa vita e di questo viaggio insieme attraverso i cuori.

Essere più centrati sulla consapevolezza del cuore ci rende inoltre molto più aperti alla sofferenza e agli aspetti meno sopportabili dell’attuale vita nel mondo. Eppure, sembra proprio che ci sia una ragione per cui la parola coraggio e il cuore sono strettamente correlati. In qualche modo, lo spazio infinito del cuore può espandersi per contenere ogni cosa e tenere insieme gli opposti compassionevolmente, anche se capisco che fare questo è il lavoro di una vita.

Heartfulness è una sorta di presenza, un modo di essere presenti e aperti con un’ampiezza profonda e costante, per ricevere voi stessi o qualunque cosa sia qui in questo momento. È come un arrendersi senza resistenza. Mi ha aiutata infinite volte: nell’accompagnare i pazienti in psicoterapia per lunghe e difficili ore, nell’affrontare i ritardi e le emergenze che capitano nella vita, persino nell’abbandonarmi al caldo o al freddo, nel passare attraverso prove che mi incutevano timore. È un po’ come ridurre tutto solo a “questo” momento, cui seguirà un altro momento, suonare la musica una nota dopo l’altra.

È un mistero infinito, questo nostro cuore, così reattivo, così capace di integrare tutto, così preciso in ogni campo del sentire-conoscere. Più viviamo all’interno dei suoi regni, più siamo allineati con la nostra sorgente, e con una saggezza più grande. Soprattutto, è il luogo del calore e della gioia, come il focolare di una casa è la fonte dell’allegria e della leggerezza, il senso e l’anima, il vero ambito degli esseri umani umani.

Dr. Rosalind Pearmain

Dr. Rosalind Pearmain

La Dott.ssa Rosalind Pearmain è un'accademica di Psicoterapia alla Regents University e ha lavorato per la maggior parte della sua vita con numerosissimi gruppi di adulti e di giovani. Ha cominciato a praticare la meditazione in questo sistema nel 1976 e vive nell'Oxfordshire.

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