Heartfulness… cos’è?

Come avrà mai fatto una rosa

ad aprire tutto il suo cuore

e a regalare a questo mondo

tutta la sua bellezza?

Ha sentito l’incoraggiamento della luce

sul suo essere,

Altrimenti,

tutti saremmo ancora

troppo spaventati.

- Hafiz

c.1320 – 1389

Negli ultimi anni, l’attenzione sempre maggiore data al concetto di Mindfulness, sia in ambito clinico che non, ha fatto sì che diventasse un termine di uso comune.[1] Ma cosa significa veramente Mindfulness? Include anche i sentimenti? Che diversità corre tra la condizione di ‘heartfulness’?[2] e quella di ‘mindfulness’? Che ruolo svolgono queste idee nelle diverse sfere della nostra vita materiale, morale, spirituale o altro?

Come definire o cogliere ‘heartfulness’? Una possibile definizione è che ‘heartfulness’ è una condizione dell’essere dove il centro o il luogo di controllo (locus of control) è il cuore; non il cuore fisico, inteso come pompa del sangue, ma il cuore ‘spirituale’ inteso come principio guida della nostra vita. [3] Spesso, nelle nostre interazioni personali e nel nostro processo decisionale, l’intelletto ha un ruolo secondario. Quando prendiamo decisioni di natura personale – questioni morali o spirituali incluse – facciamo “riferimento al cuore” piuttosto che alla mente.

Heartfulness può essere definita attraverso il concetto di “trascendenza” che deriva dalla tradizione Hindu. Un’altra possibile definizione, derivante dal Sanscrito, è quella di suono cosmico della Verità. E abbiamo un altro possibile modo per definirla che è quello di “consapevolezza compassionevole”. In vari contesti, un’ulteriore importante dimensione legata al concetto di Heartfulness è quella di connessione con il proprio sé, o con il Sé superiore e con tutto e tutti.[4]

Secondo il professor Jon kabat-Zinn la differenza tra Mindfulness e Heartfulness – tra mente e cuore – non è poi così grande come si pensa.[5]. Inoltre, nelle principali lingue orientali (tra cui sanscrito, tibetano e cinese), le parole Cuore e Mente sono di fatto sinonimi.

In Occidente, cuore e mente sono generalmente considerati come due entità separate e in alcuni casi in conflitto. La dualità di cuore e mente può essere ricondotta al pensiero di Aristotele, filosofo greco vissuto tra il 384 e il 322 a.C., che lì definì come due forze distinte tra loro. La mente o, più esattamente, la ragione venne ritenuta superiore alle emozioni e ai sentimenti (il cuore). L’enfasi posta da Aristotele sulla supremazia della ragione, della mente e del razionalismo si discostava in larga misura dagli insegnamenti del suo maestro e mentore Platone il cui pensiero aveva mantenuto una parte di misticismo, con la credenza dell’immortalità dell’anima e della sua esistenza prima della vita. Il razionalismo aristotelico influenzò diversi filosofi a partire da Tommaso d’Aquino fino ad arrivare a Nietzsche e modellò il pensiero occidentale così tanto che ora il concetto di mente è predominante e superiore in tutte le trattazioni.

Partendo da questa presupposta superiorità della mente e dell’intelletto, cosa significa essere guidati dal proprio cuore? Sperimentare la condizione di heartfulness può anche essere definito come “ascoltare la propria coscienza” o voce interiore. E questa idea di coscienza ci ricorda la storia di Pinocchio scritta da C. Collodi nel 1883[6]dove la coscienza era rappresentata da un grillo parlante. Molti di noi probabilmente ricorderanno il burattino animato dalla Disney, al quale cresceva il naso a ogni bugia detta. Pinocchio più volte prende una cattiva strada fino a essere trasformato in un asinello. Per diventare un vero bambino (o umano) dovrà dimostrare di essere coraggioso, di provare amore e di sapersi sacrificare. Alla fine Pinocchio salverà suo padre Geppetto annegante mostrando quindi il suo amore attraverso il sacrificio, l’altruismo e dimenticando se stesso. La storia di Pinocchio può essere presa come un’allegoria di heartfulness: ascoltando la voce del cuore, la voce interiore, e dimenticando se stessi si diventa altruisti ed essenzialmente si diventa umani.

Molte discipline, filosofia e psicologia incluse, condividono l’interesse per la domanda su cosa ci renda umani: è la capacità di pensare che rende umani?[7] È la nostra capacità di amare, di avere fede e speranza? È la possibilità di provare compassione verso altri esseri? Oppure è l’apparente bisogno interiore di ambire alla crescita e aspirare a qualcosa che va oltre? Le risposte a queste domande sono state oggetto di riflessione da parte di ricercatori, filosofi e cercatori da tempo immemore.

Per me, questo è ciò che heartfulness significa: non tanto la storia di Pinocchio, quanto piuttosto, grazie alla meditazione, coltivare il nostro cuore attraverso la pace interiore e il silenzio, diventare più umani, più veri con noi stessi, aprire il cuore, diventare più amorevoli, compassionevoli e gentili verso noi stessi e verso tutti gli altri esseri umani. Così, come il poema di Hafiz suggerisce, heartfulness significa aprire i nostri cuori a questa possibilità. Che cosa ti dirà il tuo cuore oggi? Prova ad ascoltare e scopri che cosa è possibile.


[1] Le due seguenti definizioni di Mindfulness sono data da Oxford Dictionaries:

  1. La qualità o condizione dell’essere coscienti e consapevoli di qualcosa…
  2. Uno stato mentale conseguito focalizzandosi sulla consapevolezza del momento presente, riconoscendo e accettando con calma i propri sentimenti, pensieri e sensazioni fisiche e usato come tecnica terapeutica.

Disponibile su: http://www.oxforddictionaries.com/definition/english/mindfulness (last visited 10 February 2015).

[2] Per dissertazioni su questi concetti e sulla loro relazione si veda: Alane Daugherty, From Mindfulness to Heartfulness (Balboa Press, 2014).

[3] Un campo energetico o vibrazionale. Per esempio, si vedano le ricerche condotte da http://www.heartmath.org/

[4] Fonte: Meditation, Mindfulness, Psyche and Soma: Eastern, Western Perspectives – R Singla, D Jordanov, M Autrup – 26th EFPSA Congress – forskningsbasen.deff.dk

[5] Jon Kabat-Zinn, Mindfulness for beginners: Reclaiming the present moment–and your life (2011); si veda anche: Thich Nhat Hanh ‘The Miracle of Mindfulness, (2008 Ed.)

[6]La storia originale di Pinocchio è una storia più cupa che parla di moralità in un modo quasi brutale rispetto ai nostri canoni attuali. Ciò detto, nella storia una fatina trasformerà il burattino in un vero bambino. “In grazia del tuo buon cuore, io ti perdono tutte le monellerie che hai fatto fino a oggi. I ragazzi che assistono amorosamente i propri genitori nelle loro miserie e nelle loro infermità, meritano sempre gran lode e grande affetto, anche se non possono esser citati come modelli d’ubbidienza e di buona condotta. Metti giudizio per l’avvenire, e sarai felice”. La storia di Pinocchio è un esempio che ha superato le barriere culturali e nazionali, si veda ad esempio il seguente articolo su Pinocchio e la bugia: http://www.newyorker.com/books/page-turner/original-pinocchio-really-says-lying

[7]René Descartes, (1596-1650) , filosofo francese, è molto conosciuto per il suo Cogito Ergo Sum (Penso dunque sono). Ha posto le fondamenta per il razionalismo continentale nel 17esimo secolo ed è anche famoso per la sua filosofia del dualismo e l’influenza sulla psicologia.

R J Carmen

RJ Carmen vive nel North London con suo marito. Ha studiato a Glasgow e all'Università di Cambridge con una formazione in psicologia e assistenza sociale in particolare con minoranze etniche e rifugiati. Attualmente lavora con bambini e giovani, sia come counselor che come insegnante. Ha un interesse particolare nelle lingue e parla hindi, urdu, francese, un po' di punjabi e tedesco. Pratica meditazione sul cuore da 12 anni e ne è istruttrice/facilitatrice.

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