Un’avventura infinita

Emma HawleyMi sento come se avessi aspettato questo per tutta la vita. Ho trascorso il primo quarto di secolo della mia vita un po’ frustrata, perché mi sembrava così difficile conciliare le verità profonde che sentivo con l’esperienza quotidiana – e decisamente perplessa perché i miei compagni non erano estaticamente entusiasti riguardo al fatto di imparare in modo spirituale. Sono cresciuta in una famiglia spirituale e ho esplorato parecchie strade, ma c’era sempre qualcos’altro, qualcosa di persistente dentro di me che non riuscivo a soddisfare.

Quando ho cominciato a meditare sul cuore, non ho capito immediatamente l’immensa ricchezza che avevo a portata di mano. Ma qualcosa mi ha spinto a continuare, qualcosa di più grande di me. Vorrei aver cominciato a tenere il diario sin da quel primo giorno, come faccio ora quotidianamente dopo la meditazione, perché mi rendo conto di quanto sono cambiata interiormente nel corso degli ultimi anni.

La mia migliore amica d’infanzia è quella che più di ogni altro ha assistito a tutto questo. È stata con me nella grande confusione dell’adolescenza, nelle oscillazioni del mio diventare adulta. Ne parlammo un giorno, circa tre anni dopo aver iniziato a praticare. “Ogni anno che passa sei più luminosa e splendente. Sei enormemente cresciuta. Da quando hai cominciato a meditare, sento che con te posso essere me stessa al cento per cento. Rifulgi di amore”. Ero sbalordita. Sapevo di essermi liberata di un sacco di emozioni e di sensibilità, di aver trovato un miglior equilibrio esistenziale e una migliore connessione con il mio intuito, ma le sue parole mi toccarono profondamente. Fui in grado di accettare ciò che lei mi rispecchiava, perché vedevo la stessa cosa in tante anime luminose intorno a me, che mi stavano guidando verso ulteriori profondità.

Ho trovato finalmente questa chiave pratica. Finalmente mi sono connessa con la Sorgente d’Amore in modo costante e soddisfacente. Ogni altra cosa mi aveva preparato per essere pronta, ed ecco qui. Ci sono benefici che potrei enumerare, ma la morale della favola è che Heartfulness mi connette alla meraviglia della vita di cui ho sempre saputo l’esistenza, e a cui ho avuto infine accesso.

Molti si stupiscono del fatto che io mediti ogni mattina. Immaginano si tratti di un enorme sacrificio di tempo e di una disciplina severa. Non mi sono mai considerata una persona particolarmente disciplinata. Era solo questione che il mio cuore sapesse ciò di cui aveva bisogno. Mi ci è voluto un po’ per riuscire a meditare con regolarità e continuo a scoprire nuove profondità della pratica. Ma è diventata come il cibo – mi nutre talmente bene che si perpetua da sola.

Qual è la parte migliore? Heartfulness è un’avventura infinita. Il mio amico, che medita anche lui, faceva con me delle considerazioni sulla sua vita e sulla pratica: “È la storia più emozionante di cui abbia mai sentito parlare. Meglio di Harry Potter”. Mi è venuto da ridere, perché anch’io sento esattamente lo stesso. C’è questa sorta di meravigliosa magia che accade, dove i “miracoli” non sono quelle manifestazioni grandi ed evidenti che sfidano la scienza. Sono le continue coincidenze che mi fanno pensare che c’è qualcosa oltre a me. C’è qualcosa di più grande che mi mette in connessione con la mia parte interiore e che mi mostra, più e più volte, che la mia vita riflette tale connessione. Quando succede non mi sorprendo più, ma ne sono sempre deliziata. È una specie di gioco del cucù e al mattino sono felice di svegliarmi e di cominciare a farlo.

-Emma Hawley, Santa Clara, California

Emma Hawley

Emma Hawley

Emma è da sempre affascinata dalle meraviglie della Vita. Crescendo e interrogandosi su quelle che sembrano essere domande "da un milione di dollari", ha imparato a pensare fuori dagli schemi. Le piace cucinare vegetariano, ridere insieme a chi ama e sentire il sole sul viso.

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